Il 2026 sarà un anno storico per gli amanti della fotografia. Dal bicentenario della nascita del medium celebrato in autunno in Francia, alle retrospettive testamentarie che riconfigurano il nostro sguardo su un’arte in perpetua mutazione — la programmazione mondiale si preannuncia come una delle più dense e commoventi del decennio. Da Parigi a Kyoto passando per Arles, Perpignano e Amburgo, ecco i dieci appuntamenti che non potete permettervi di perdere.
Una nota particolare si impone fin dall’inizio: Martin Parr, il grande testimone ironico e benevolo delle nostre civiltà consumistiche, ci ha lasciati il 6 dicembre 2025. La sua esposizione principale al Jeu de Paume, Global Warning, concepita con lui fino agli ultimi mesi, assume ora una dimensione testamentaria che ne fa uno degli eventi più toccanti della stagione culturale. Bisogna andarci.
1. Martin Parr — Global Warning — Jeu de Paume, Parigi

Il testamento visivo di un gigante
Dal 30 gennaio al 24 maggio 2026, il Jeu de Paume dedica una mostra importante a Martin Parr (1952–2025). Concepita con il fotografo britannico prima della sua scomparsa il 6 dicembre 2025, Global Warning riunisce circa 180 opere prodotte dagli anni Settanta al 2024. Curata da Quentin Bajac, direttore del museo, rilegge cinquant’anni di fotografia documentaria alla luce delle derive della nostra epoca. Secondo Expo Paris, questa retrospettiva costituisce « allo stesso tempo un bilancio di una carriera fuori dal comune e un testamento visivo rivolto a un’umanità cieca ai propri eccessi ».
Attraverso le sue numerose serie — iniziate nelle isole britanniche e in Irlanda, poi estese ai cinque continenti a partire dagli anni Novanta — emergono temi ricorrenti: le storture del turismo di massa, il dominio dell’automobile, le dipendenze tecnologiche, la frenesia consumistica, o ancora il nostro rapporto ambivalente con il Vivente. Secondo il British Council France, la mostra è organizzata in cinque sezioni tematiche che illustrano l’acutezza del suo sguardo satirico e profondamente umano.
I punti forti della mostra
- 180 opere che coprono 5 decenni di carriera
- Serie inedite e archivi personali mai esposti in Francia
- Mostra simultanea di Jo Ractliffe nello stesso luogo
- Catalogo co-edito con Phaidon disponibile in libreria
2. Nan Goldin — This Will Not End Well — Grand Palais, Parigi

La rock star della fotografia si impossessa del Grand Palais
Dal 18 marzo al 21 giugno 2026, il Grand Palais ospita per la prima volta in Francia una grande retrospettiva di Nan Goldin, figura chiave della fotografia contemporanea. Intima, politica e profondamente emotiva, la sua opera esplora oltre quarant’anni di vite, amicizie e lotte. Secondo il Grand Palais, si tratta di « la prima retrospettiva in Francia dedicata ai suoi video e diapositive, che l’artista descrive come film composti di fotografie ».
Dopo Stoccolma, Amsterdam, Berlino e Milano, la mostra arriva a Parigi in due luoghi complementari. Al Grand Palais, sei opere importanti che ripercorrono cinquant’anni di creazione sono presentate in padiglioni progettati dall’architetta Hala Wardé. Tra di esse, le serie emblematiche The Ballad of Sexual Dependency, The Other Side e Sisters, Saints, Sibyls. Quest’ultima installazione investe anche la Chapelle Saint-Louis-de-la-Salpêtrière — con accesso gratuito — con una dimensione spirituale sorprendente.
Da non perdere
- The Ballad of Sexual Dependency — diapositiva di 700 immagini in 45 minuti
- Sisters, Saints, Sibyls alla Chapelle de la Salpêtrière (ingresso gratuito)
- Scenografia per padiglioni — ogni spazio concepito per una sola opera
- Prima retrospettiva parigina completa di Goldin in 20 anni
3. Kyotographie 2026 — EDGE — Kyoto, Giappone

L’arte fotografica invade la città millenaria
Alla sua 14a edizione, KYOTOGRAPHIE si tiene dal 18 aprile al 17 maggio 2026 sotto il tema EDGE — « bordo, frontiera, soglia ». Secondo PhMuseum, 13 fotografi e artisti di 8 paesi esplorano insieme « la creazione di immagini sperimentali, le periferie sociali e storiche, e le soglie urbane e tecnologiche ». Un tema particolarmente significativo nel mondo del 2026.
Il festival trasforma Kyoto in una galleria vivente: case di città tradizionali (machiya), palazzi imperiali, musei e templi si metamorfosano in spazi espositivi progettati con architetti e artigiani locali. Tra i momenti salienti di questa edizione: una retrospettiva di Daido Moriyama, organizzata con l’Instituto Moreira Salles e la Daido Moriyama Photo Foundation, presentata al Kyoto City KYOCERA Museum of Art; un omaggio alla fotografa palestinese Fatma Hassona; e l’ultimo lavoro della fotografa keniota Thandiwe Muriu realizzato durante la sua residenza a Kyoto.
Programma 2026 da ricordare
- Daido Moriyama — retrospettiva al KYOCERA Museum of Art
- Anton Corbijn — David Bowie, Tom Waits e le sue icone in bianco e nero
- Thandiwe Muriu — residenza a Kyoto, lavoro inedito
- KG+ festival satellite (accesso gratuito) per gli emergenti
4. Lee Miller — Musée d’Art Moderne de Paris (MAM)

La più grande retrospettiva francese in vent’anni
Dal 10 aprile al 2 agosto 2026, il Musée d’Art Moderne de Paris presenta la più importante retrospettiva dedicata a Lee Miller in Francia negli ultimi vent’anni. Organizzata su iniziativa della Tate Britain e in collaborazione con l’Art Institute of Chicago, la mostra riunisce circa 250 stampe antiche e moderne, di cui diverse inedite. Secondo il MAM Paris, sei sezioni ripercorrono l’intero percorso di questa fotografa a lungo relegata al ruolo di musa.
Figura essenziale dell’avanguardia internazionale, Lee Miller (1907–1977) fu a turno modella, artista surrealista, ritrattista, fotografa di moda e corrispondente di guerra accreditata dall’esercito americano. Le sue fotografie dei campi liberati di Buchenwald e Dachau restano tra le immagini più potenti della Seconda Guerra Mondiale. Oggi riconosciuta come una delle grandi fotografe del XX secolo, questa retrospettiva le rende finalmente il posto che le spetta.
Un percorso in sei capitoli
- Gli inizi a New York: modella per Vogue e ritratti di moda
- La Parigi surrealista: collaborazione con Man Ray e le avanguardie
- L’Egitto e il Medio Oriente: viaggio formativo degli anni Trenta
- Corrispondente di guerra: la liberazione vista dall’interno
5. Dana Lixenberg — American Images — MEP, Parigi

Trent’anni di America intima nel cuore del Marais
Fino al 24 maggio 2026, la Maison Européenne de la Photographie presenta la prima retrospettiva parigina dedicata alla fotografa olandese Dana Lixenberg. Su due piani, oltre trent’anni di lavoro negli Stati Uniti dispiegano un ritratto plurale dell’America contemporanea. Secondo Expo Paris, il percorso si apre con ritratti a colori realizzati tra il 1993 e il 2003 per riviste americane: Whitney Houston, Tupac Shakur, Biggie Smalls, Kate Moss, Jay-Z, Allen Ginsberg o Leonard Cohen in immagini diventate emblematiche.
Ma Dana Lixenberg è anche — e soprattutto — il suo lavoro sul campo nelle comunità invisibilizzate. Due decenni di immersione a Compton (Los Angeles) hanno dato vita a un’opera documentaria fuori dal comune. « Fotografare è come una danza lenta », dice — un metodo fondato sull’ascolto, la pazienza e una fiducia costruita a bassa voce. In Italia, il suo nome resta ancora largamente sconosciuto al grande pubblico, il che ne fa una delle scoperte più preziose della stagione.
6. Festival Photo La Gacilly — La più grande galleria all’aperto d’Europa

Gratuito, immersivo e ineguagliabile
Creato nel 2004, il Festival Photo La Gacilly è diventato il più grande festival fotografico all’aperto d’Europa, accogliendo più di 300.000 visitatori ogni stagione. Per quattro mesi, il villaggio bretone si trasforma in una galleria a cielo aperto. Secondo il sito ufficiale, le strade, i vicoli e i giardini diventano spazi espositivi « pienamente accessibili, nel cuore di uno spazio vivo e in perpetuo movimento ». E tutto ciò, completamente gratuitamente.
Fin dalla sua fondazione, il festival si è impegnato sulle questioni ambientali e sociali. Ogni edizione sviluppa una doppia tematica che unisce un focus sulla creazione contemporanea — spesso un paese o un continente — a una problematica sociale. L’insieme è visibile 24h su 24, sette giorni su sette, il che consente una deambulazione notturna particolarmente poetica.
7. Les Rencontres d’Arles 2026 — 57a edizione

La capitale mondiale della fotografia per tutta l’estate
Per la sua 57a edizione, les Rencontres d’Arles si svolgono dal 6 luglio al 4 ottobre 2026. La città di Arles si trasforma in capitale mondiale della fotografia per tutta un’estate. Secondo JDS.fr, una quarantina di mostre sono presentate in luoghi patrimoniali indimenticabili — cappelle, chiostri del XII secolo, edifici industriali del XIX secolo — fino a cornici contemporanee e inaspettate.
Les Rencontres hanno voluto rendere omaggio a Martin Parr, scomparso nel dicembre 2025: « La sua storia è strettamente legata a les Rencontres d’Arles, dove il suo lavoro ha avuto un impatto profondo su diverse generazioni di visitatori e fotografi. » Tra i progetti già annunciati, l’artista Lara Tabet e la curatrice Yasmine Chemali presenteranno Le corps vitré, selezionato per les Rencontres 2026 e poi Paris Photo a novembre.
8. Visa pour l’Image — Perpignano (38a edizione)
Per la sua 38a edizione, Visa pour l’Image si tiene a Perpignano dal 29 agosto al 13 settembre 2026. Il più grande festival internazionale di fotogiornalismo al mondo riunisce ogni anno più di una ventina di mostre gratuite in tutta la città, secondo Tourisme Occitanie. Convento dei Minimi, Chiesa dei Domenicani, Campo Santo medievale — i siti patrimoniali si trasformano in scene per un fotogiornalismo di alto livello.
Le serate di proiezioni all’aperto nel chiostro del Campo Santo sono tra le esperienze visive più intense che esistano: immagini di conflitti mondiali proiettate su muri di pietra del XIV secolo, sotto le stelle mediterranee. Nessun altro festival al mondo crea questa collisione così potente tra arte, attualità e memoria storica.
9. 9a Triennale di Fotografia di Amburgo — Alliance, Infinity, Love

La grande sconosciuta della scena fotografica europea
Dal 5 giugno al 22 settembre 2026, la 9a Triennale di Fotografia di Amburgo presenta undici mostre in otto istituzioni principali della città, attorno al concetto Alliance, Infinity, Love – in the Face of the Other. Sotto la direzione artistica di Mark Sealy, curatore londinese che ha dedicato la sua carriera a decolonizzare lo sguardo occidentale, la Triennale invita a esplorare il potenziale creativo e sociale dell’alleanza, dell’infinito e dell’amore di fronte all’alterità. Secondo L’Œil de la Photographie, l’evento è il principale appuntamento fotografico dello spazio germanico.
Il grande punto di forza della Triennale risiede nel suo approccio collaborativo: le principali istituzioni fotografiche e artistiche di Amburgo — Deichtorhallen in testa — si associano per creare un festival che irradia ben oltre i confini della città. Amburgo resta spesso eclissata da Berlino nei circuiti culturali, il che ne fa una destinazione meno affollata e più accessibile.
Calendario riepilogativo delle mostre fotografiche 2026
| Mostra / Festival | Luogo | Date | Prezzo |
|---|---|---|---|
| Martin Parr — Global Warning | Parigi, Jeu de Paume | 30 gen. → 24 mag. | ~14 € |
| Dana Lixenberg — American Images | Parigi, MEP | 11 feb. → 24 mag. | 13 € |
| Nan Goldin — This Will Not End Well | Parigi, Grand Palais | 18 mar. → 21 giu. | ~20–25 € |
| Lee Miller | Parigi, MAM | 10 apr. → 2 ago. | 18,70 € |
| Kyotographie EDGE | Kyoto, Giappone | 18 apr. → 17 mag. | ~10–14 €/mostra |
| Festival Photo La Gacilly | La Gacilly, Bretagna | 1° giu. → 4 ott. | Gratuito |
| Triennale Foto Amburgo | Amburgo, Germania | 5 giu. → 22 set. | ~25 € (pass) |
| Les Rencontres d’Arles | Arles, Provenza | 6 lug. → 4 ott. | da 40 € |
| Visa pour l’Image | Perpignano | 29 ago. → 13 set. | Gratuito |
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Martin Parr è deceduto prima dell’apertura della mostra al Jeu de Paume?
Sì. Martin Parr ci ha lasciati il 6 dicembre 2025 a Bristol, all’età di 73 anni. La mostra Global Warning al Jeu de Paume (aperta il 30 gennaio 2026) era stata interamente concepita e costruita con lui prima della sua scomparsa. Questa retrospettiva — la più importante mai dedicata alla sua opera in Francia — assume quindi una dimensione testamentaria particolarmente commovente. È visitabile fino al 24 maggio 2026.
Si possono vedere più mostre parigine in un solo soggiorno?
Assolutamente. Parigi concentra da sola cinque mostre fotografiche importanti nel 2026. In una settimana ben organizzata, è possibile vedere Martin Parr al Jeu de Paume, Nan Goldin al Grand Palais, Lee Miller al MAM e Dana Lixenberg alla MEP. Questi quattro luoghi sono accessibili con i mezzi pubblici da qualsiasi arrondissement centrale. Budget medio: 60–70 € per l’insieme degli ingressi, senza contare l’installazione gratuita di Nan Goldin alla Salpêtrière.
Kyotographie vale davvero il viaggio dall’Europa?
Per un appassionato di fotografia: sì, senza esitazione. La doppia esperienza — Kyoto in primavera (ciliegi) + festival fotografico di fama mondiale in templi e palazzi storici — è unica al mondo. I biglietti aerei Parigi-Osaka si trovano generalmente tra 600 e 900 € prenotando 3 mesi in anticipo. Il tema 2026, EDGE, con fotografi come Daido Moriyama e Anton Corbijn, è di una qualità eccezionale.
Quali sono i festival fotografici completamente gratuiti nel 2026?
Tre appuntamenti importanti sono completamente gratuiti: Visa pour l’Image a Perpignano (mostre dal 29 agosto al 13 settembre), il Festival Photo La Gacilly in Bretagna (1° giugno al 4 ottobre, accesso 24h/24), e il Festival OFF di Arles (luglio-ottobre, programmazione parallela alle Rencontres). La parte della retrospettiva Nan Goldin alla Chapelle de la Salpêtrière (Parigi) è anch’essa gratuita.
Bisogna prenotare in anticipo per le mostre parigine?
La prenotazione online è vivamente raccomandata per il Jeu de Paume e il Grand Palais, soprattutto nel fine settimana e durante le vacanze scolastiche. Per i festival come Arles, Perpignano e Amburgo, è soprattutto urgente prenotare l’alloggio: da 3 a 6 mesi in anticipo per Arles a luglio, da 2 a 3 mesi per Perpignano a settembre.
Il 2026 è davvero un anno eccezionale per la fotografia?
Sì, sotto diversi aspetti. Secondo il Ministero della Cultura, la Francia celebra a partire da settembre 2026 il bicentenario della nascita della fotografia, il che spiega l’eccezionale densità della programmazione nazionale. Si aggiunge il contesto particolare della scomparsa di Martin Parr alla fine del 2025, che conferisce a diverse mostre una dimensione memoriale inedita. Nel 2026, non interessarsi alla fotografia significherebbe perdere un momento cruciale nella storia dell’arte.
Dove vedere l’opera di Daido Moriyama nel 2026?
Daido Moriyama figura tra gli artisti esposti a Kyotographie 2026. La sua retrospettiva è presentata al Kyoto City KYOCERA Museum of Art, organizzata da KYOTOGRAPHIE e l’Instituto Moreira Salles, in collaborazione con la Daido Moriyama Photo Foundation. È uno degli appuntamenti più attesi del festival (18 aprile – 17 maggio 2026).
Fonti
- Jeu de Paume — Martin Parr Global Warning — Sito ufficiale della mostra
- Expo Paris — Martin Parr au Jeu de Paume — Presentazione dettagliata
- Grand Palais — Nan Goldin — Programma ufficiale
- Grand Palais Magazine — Apertura mostra Nan Goldin
- Kyotographie — Programma 2026 — Sito ufficiale del festival
- PhMuseum — Kyotographie 2026 — Analisi del tema EDGE
- MAM Paris — Lee Miller — Sito ufficiale della mostra
- Expo Paris — Lee Miller al MAM
- Expo Paris — Dana Lixenberg, American Images alla MEP
- Festival Photo La Gacilly — Sito ufficiale
- Les Rencontres d’Arles — Sito ufficiale
- Visa pour l’Image — Perpignano — Sito ufficiale
- 9a Triennale di Fotografia di Amburgo — Sito ufficiale
- L’Œil de la Photographie — Triennale Amburgo 2026
- Ministero della Cultura — Bicentenario fotografia 2026
- British Council France — Martin Parr al Jeu de Paume
Ultimo aggiornamento: 25 marzo 2026
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