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Il festival vegetariano di Phuket si svolge dal 10 al 18 ottobre 2026, preceduto dall’innalzamento del pennone rituale nella sera del 9 ottobre. Nato nel 1825 nel distretto di Kathu, questo rituale taoista di origine cinese hokkien vede i medium chiamati mah song trafiggersi le guance in trance, senza apparente dolore. Ogni anno oltre 100.000 visitatori affluiscono verso la città vecchia di Phuket. Prenota un alloggio a Talat Yai con almeno sei settimane di anticipo: gli indirizzi più caratteristici si esauriscono già ad agosto.

Dal 10 al 18 ottobre 2026, la città vecchia di Phuket cambia completamente atmosfera. Per nove giorni, le strade intorno ai santuari cinesi si riempiono di bandiere gialle che annunciano una cucina interamente vegana, mentre i medium in trance si trafiggono le guance in pubblico al suono dei petardi. Questa guida ripercorre le date confermate dell’edizione 2026, il significato religioso del digiuno «jay», ciò che va davvero temuto sul posto e come organizzare un soggiorno nel quartiere storico di Talat Yai.

1. Le date del festival vegetariano di Phuket nel 2026

Processione del festival vegetariano nelle strade della città vecchia di Phuket
Foto di Anna Korzik su Unsplash

Dal 9 al 19 ottobre 2026, il calendario completo

Ingresso libero 9 giorni, 9 notti 26-29°C, fine monsone 10-18 ottobre 2026

Secondo il Tourism Authority of Thailand, il festival si svolge dal 10 al 18 ottobre 2026, preceduto dalla cerimonia di innalzamento del pennone (Go Teng) la sera del 9 ottobre. La chiusura si gioca nella notte tra il 18 e il 19 ottobre: le processioni convergono verso la punta di Saphan Hin, dove i Nove Imperatori Celesti vengono simbolicamente congedati poco prima di mezzanotte, secondo Thaiger. Queste date seguono il calendario lunare cinese: non sono fisse di anno in anno. L’edizione 2025, quella del bicentenario, si è infatti tenuta dal 21 al 29 ottobre, una decina di giorni più tardi rispetto al 2026, uno scarto confermato da un calcolo indipendente del calendario lunare cinese 2026.

Ogni santuario (San Jao) organizza la propria processione a un orario fisso, generalmente la mattina presto. Secondo Phuket101, il santuario Naka apre le danze l’11 ottobre alle 7:30, seguito da Sapam, Sam Kong, Ban Tha Rue, Bang Neow, Jui Tui e infine Kathu, prima del gran finale del 18 ottobre al santuario Sui Boon Tong e a Saphan Hin. Phuket conterebbe tra 39 e oltre 40 santuari partecipanti a seconda degli anni.

Punti forti

  • Festival gratuito e aperto a tutti, portato avanti dai comitati dei santuari locali
  • Rituali del mattino (trafitture) dalle 5:30-6:00, cammino sul fuoco in serata verso le 20:00
  • Notte tra il 18 e il 19 ottobre: convergenza di tutte le processioni verso Saphan Hin
Consiglio Pixidia: gli orari precisi di ogni santuario possono variare di qualche minuto da un anno all’altro. Verifica gli avvisi locali o le pagine Facebook dei templi nei giorni precedenti l’arrivo, piuttosto che affidarti soltanto a un calendario fisso. Per collocare il festival in un soggiorno più ampio, il nostro itinerario completo in Thailandia spiega come collegare Bangkok, Chiang Mai e le isole del Sud.
Visita alla città vecchia di Phuket, tempio e gastronomia locale 40,23 € ad adulto (base 2 pers.) durante il festival · 4.6 (568 recensioni)

2. Da dove viene il festival, e cosa significa il digiuno «jay»?

Ciotola di riso vegano, illustrazione del regime jay osservato durante il festival
Foto di Cody Chan su Unsplash

Origine del festival e significato del digiuno

La versione più diffusa sull’origine del festival risale al 1825, nel distretto minerario di Kathu. Secondo Outlook Traveller e National Geographic, una compagnia d’opera cinese hokkien giunta dal Fujian per intrattenere i minatori di stagno viene colpita da un’epidemia (il colera secondo la maggior parte delle fonti, la malaria secondo altre). La compagnia attribuisce il male alla negligenza nel culto degli antenati, riprende un digiuno rigoroso di nove giorni e preghiere rivolte ai Nove Imperatori Celesti (Kiu Ong Iah) come praticato nella propria regione d’origine. Il male recede, e la popolazione locale adotta stabilmente la pratica annuale.

Il regime jay (เจ) osservato durante questi nove giorni è un regime vegano rigoroso: niente carne, niente pesce, niente uova, niente latticini, né le cinque verdure considerate «forti» (aglio, cipolla, erba cipollina, porro, scalogno), ritenute stimolanti pulsioni contrarie alla purezza ricercata, secondo Wikipedia. Dieci principi tradizionali disciplinano la pratica: indossare il bianco, astenersi da alcol e rapporti sessuali, mantenere un’igiene corporale e mentale rigorosa, usare utensili da cucina riservati all’occasione.

Punti forti

  • Regime jay: nessun prodotto animale, né le cinque verdure forti
  • Nome locale completo: Nine Emperor Gods Festival (Kiu Ong Iah)
  • Iscritto nel 2018 al patrimonio culturale immateriale della Thailandia
Consiglio Pixidia: il nome inglese «Vegetarian Festival» trae spesso in inganno i visitatori occidentali, che si aspettano un evento incentrato sulla causa animale. Non è così: secondo Sonasia Holiday, il digiuno è uno strumento di purificazione spirituale personale, senza legami con un’etica di protezione animale contemporanea.

3. I mah song: trafitture, trance e cammino sul fuoco

Tetto decorato di un tempio cinese, cornice dei rituali di trance durante il festival
Foto di Willian Justen de Vasconcellos su Unsplash

Trafitture, trance e cammino sul fuoco

Il termine mah song (ม้าทรง) significa letteralmente «cavallo in trance»: il corpo del medium diventa la cavalcatura temporanea della divinità invocata. In stato di possessione, si trafigge guance, lingua e talvolta altre parti del corpo con oggetti rituali (sciabole, pugnali tradizionali, ma anche telai di bicicletta o lame di sega che a volte sporgono per un metro da ciascun lato del volto), secondo il South China Morning Post.

I medium non mostrano alcun segno apparente di dolore e sanguinano poco durante la trafittura; le loro ferite vengono trattate il giorno seguente con rimedi a base di erbe nei santuari. Secondo Piercings Works, questo fenomeno è documentato nella letteratura antropologica come uno stato di trance religiosa autentico, che modifica la percezione del dolore, non come una messinscena. «La mattina della processione ho sempre paura della trafittura, ma non provo alcun dolore», racconta Pai Siripohn, una medium citata da National Geographic. Diventare mah song richiede un’iscrizione preventiva presso il proprio santuario, riservata a chi è considerato avere un legame spirituale personale con una delle divinità invocate.

Secondo Katarocks, il santuario Kathu è rinomato per i rituali dei medium più intensi e il cammino sul fuoco più spettacolare, Bang Neow per la drammaturgia dei suoi rituali attorno a una grande statua di Guanyin, e Jui Tui per l’atmosfera e la densità della folla.

Punti forti

  • Trafitture dalle 5:30-6:00, cammino sul fuoco e scale a lame verso le 20:00
  • Reclutamento dei medium su iscrizione, mai improvvisato
  • Kathu, Bang Neow e Jui Tui: i tre santuari più intensi
Consiglio Pixidia: non toccare mai un medium né i suoi strumenti rituali, nemmeno per una foto. Chiedi il permesso prima di fotografare una persona in trance e resta ai lati della processione, mai davanti né accanto.

4. Sicurezza: cosa temere davvero

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il pericolo principale per un visitatore comune non viene dai rituali dei medium, presidiati dai comitati dei templi con tende mediche sul posto, ma dai petardi usati in continuazione, anche di notte. Secondo Phuket101, vestiti e scarpe possono essere bruciati dalle scintille a diversi metri dalla processione.

Comportamento consigliato

  • Maniche lunghe, pantaloni e scarpe chiuse vicino alle processioni
  • Non toccare mai un medium né bloccare il passaggio di una processione
  • Evitare il rosso, e ancora di più il nero, per rispetto verso il bianco collettivo
  • Tappi per le orecchie consigliati per bambini e persone sensibili al rumore

L’unico incidente mortale ampiamente documentato legato al festival è un incidente stradale avvenuto nel 2023 su Ranong Road, secondo The Pattaya News: una conducente svenuta alla guida ha travolto alcune bancarelle, causando un morto e sette feriti. Si tratta di un incidente automobilistico, non di un incidente rituale. La Thailandia resta classificata a rischio «precauzioni normali» dal Dipartimento di Stato americano, e il portale Viaggiare Sicuri della Farnesina non segnala alcuna allerta specifica legata al festival, pur invitando a evitare le province meridionali di confine.

Per le famiglie con bambini piccoli, è meglio privilegiare i primi tre giorni del festival (10-12 ottobre), meno intensi, restare lontani dalla testa del corteo ed evitare deliberatamente le cerimonie di trafittura e la notte di chiusura. Un’assicurazione di viaggio con una copertura medica solida resta consigliata, meno per i rituali in sé che per la densità della folla; il nostro confronto delle assicurazioni di viaggio 2026 illustra le garanzie utili per un soggiorno nel Sud-Est asiatico.

5. Dove alloggiare e come muoversi durante il festival

La città vecchia di Phuket (Old Town, Talat Yai) resta la zona consigliata: mette a distanza pedonale i santuari Jui Tui e Bang Neow, così come Thalang Road e Ranong Road, epicentro delle bancarelle di cibo. Secondo Trip.com, è consigliabile prenotare con almeno sei settimane di anticipo: gli indirizzi più caratteristici nelle shophouse sino-portoghesi si esauriscono già ad agosto. Tra le strutture spesso citate: The Memory at On On Hotel (boutique storico del 1929), Vapa Hotel, Hotel Midtown Ratsada e il Novotel Phuket City Phokeethra, vicino a Jui Tui e Bang Neow.

Le strade intorno alla città vecchia sono parzialmente o totalmente chiuse al traffico per diverse ore ogni mattina di processione, generalmente dalle 6 alle 11, secondo The Phuket News. Ranong Road diventa in gran parte pedonale nel pomeriggio e in serata, trasformandosi in un mercato gigante. Meglio privilegiare la camminata o lo scooter a noleggio piuttosto che l’auto o il taxi durante gli orari delle processioni.

Dall’aeroporto, calcola 350-450 THB per un taxi ufficiale con tassametro (più un supplemento aeroportuale di 100 THB), 600-900 THB per un Grab, oppure 100 THB per lo Smart Bus economico (circa 1h30). Sul fronte dei collegamenti dall’Italia, Neos avvia proprio a fine ottobre il suo volo charter stagionale diretto Milano Malpensa-Phuket, mentre ITA Airways collega Roma Fiumicino a Bangkok cinque volte a settimana, con scalo per raggiungere l’isola: un utile punto di riferimento per collocare il festival nel calendario turistico verso la Thailandia. Sul fronte delle formalità, l’esenzione visto «solo turismo» è in vigore dal 15 settembre 2026 per la maggior parte dei passaporti occidentali, e la Digital Arrival Card (TDAC) resta obbligatoria e gratuita per ogni ingresso, secondo Tisland Travel.

Molti viaggiatori combinano il festival con un’escursione di un giorno verso le isole Phi Phi, a 1h30-2h di traghetto, mantenendo la propria base a Phuket per vivere le processioni serali. Per confrontare Phuket con le altre isole del Sud, il nostro articolo Phuket, Krabi o Koh Samui illustra i profili di viaggiatori adatti a ciascuna.

6. La cucina jay: street food e indirizzi consigliati

Bancarella di street food thailandese che prepara piatti al vapore
Foto di Streets of Food su Unsplash

Bandiere gialle e piatti simbolo

30-80 THB/piatto 15-24 Pasto completo: 150-250 THB Solo contanti

Ogni bancarella o ristorante conforme al festival espone una piccola bandiera gialla con caratteri rossi, il segnale universale in tutta l’isola durante i nove giorni. Secondo Pipeaway, i piatti di strada costano tra 30 e 80 THB, un pasto completo di tre portate con una bevanda si aggira intorno a 150-250 THB, e un’intera giornata di degustazione in più bancarelle non supera generalmente i 500 THB.

Tra i piatti simbolo: i noodles Hokkien mee (gialli, con tofu e «anatra» vegetale), una zuppa Hokkien rosa a base di funghi che imita il maiale, il taro fritto, la frittata di funghi ostrica, gli involtini primavera, il riso glutinoso khao lam cotto nel bambù, o le palline di sesamo jiandui. Ranong Road, trasformata in mercato notturno dalle 15 a mezzanotte, concentra la maggiore densità di bancarelle; la maggior parte accetta solo contanti, meglio prevedere liquidità in tagli piccoli.

Questo fermento culinario si inserisce in un riconoscimento più ampio: Phuket è città creativa della gastronomia UNESCO dal 2015, la prima dell’ASEAN a ricevere questo titolo. Una versione più urbana e caotica dello stesso festival si tiene anche a Bangkok, nel quartiere cinese di Yaowarat Road, con solo due o tre corsie chiuse al traffico contro strade intere a Phuket; la nostra esplorazione della scena street food di Bangkok offre uno sguardo su quell’atmosfera urbana.

Punti forti

  • Bandiera gialla con caratteri rossi: il segnale universale delle bancarelle jay
  • Ranong Road, mercato notturno gigante dalle 15 a mezzanotte
  • Giornata di degustazione completa per meno di 500 THB
Consiglio Pixidia: alcuni 7-Eleven dell’isola propongono prodotti jay esclusivi durante il periodo: pratici per uno spuntino veloce tra una processione e l’altra senza cercare una bancarella.

7. Identità peranakan: la città vecchia sino-portoghese

Facciate colorate sino-portoghesi della città vecchia di Phuket
Foto di Sadiq Ahmad su Unsplash

Architettura e identità baba

Circa il 75% della popolazione di Phuket discenderebbe da matrimoni tra immigrati cinesi e thailandesi locali, comunemente indicati come baba o peranakan, secondo Phuket Index. Questa cultura mista ha sviluppato una lingua propria (il baba malese), un’architettura sino-portoghese distintiva (tegole italiane, persiane portoghesi, colonne palladiane) e una cucina ibrida, la cucina nyonya. La Chinpracha House (1903), che mescola lacca cinese, sarong indonesiani e mobili portoghesi, ne resta l’esempio più citato.

Per le famiglie peranakan, il festival è un forte marcatore identitario. «Questo festival mantiene vivi i sussurri dei nostri antenati», racconta un’abitante citata da National Geographic. Non è affatto un evento costruito per i turisti: è una pratica di devozione viva, organizzata localmente dai comitati di ciascun santuario, e riconosciuta nel 2018 al patrimonio culturale immateriale della Thailandia.

Per proseguire la scoperta di questo quartiere fuori dalle date del festival, il mercato della domenica Lard Yai anima Thalang Road ogni domenica dalle 16 alle 22, sulla stessa via dove si svolgono diverse processioni in ottobre.

Punti forti

  • Architettura sino-portoghese: shophouse e dimore pastello centenarie
  • Mercato della domenica Lard Yai, Thalang Road, 16-22
  • Phuket, città creativa della gastronomia UNESCO dal 2015

Informazioni pratiche per il soggiorno

Assicurazione di viaggio (EKTA)

Una copertura medica solida resta consigliata per un soggiorno denso di folla, anche se il vero rischio viene più dai petardi che dai rituali.

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Domande frequenti

Quali sono le date esatte del festival vegetariano di Phuket nel 2026?

Dal 10 al 18 ottobre 2026, preceduto dall’innalzamento del pennone la sera del 9 ottobre e concluso dalla processione finale verso Saphan Hin nella notte tra il 18 e il 19 ottobre, secondo il Tourism Authority of Thailand.

Il festival è pericoloso per i turisti?

Il principale rischio concreto viene dai petardi, capaci di bruciare vestiti e pelle vicino alle processioni, non dai rituali dei medium in sé, presidiati dai santuari. La Thailandia resta classificata a rischio «precauzioni normali» dalle autorità americane, mentre Viaggiare Sicuri della Farnesina invita solo a evitare le province meridionali di confine.

Bisogna obbligatoriamente vestire di bianco per assistere al festival?

No, non è obbligatorio per un semplice visitatore, ma è fortemente consigliato per rispetto, soprattutto vicino ai santuari. Si consiglia di evitare il rosso e, ancora di più, il nero.

Si possono fotografare i rituali di trafittura?

Sì in generale, chiedendo il permesso quando possibile, senza flash durante le cerimonie, e senza mai toccare un medium né i suoi strumenti rituali.

Il festival è adatto ai bambini?

A determinate condizioni: privilegiare i primi tre giorni (10-12 ottobre), meno intensi, restare a distanza dalla testa della processione ed evitare deliberatamente le cerimonie di trafittura e la notte di chiusura.

Dove alloggiare per vivere il festival più da vicino?

La città vecchia di Phuket (Old Town, Talat Yai), a distanza pedonale da Thalang Road, Ranong Road e dai santuari Jui Tui e Bang Neow. Prenota con almeno sei settimane di anticipo.

Il festival vegetariano è legato alla causa animale?

No, è un equivoco frequente. È un festival di purificazione spirituale di origine taoista in cui il regime vegano è uno strumento di disciplina personale, senza legami con un’etica di protezione animale occidentale.

Quanto costa una giornata sul posto?

Calcola 150-250 THB per un pasto completo di cucina jay, e un budget complessivo intorno a 1500-2000 THB al giorno (44-59 USD) esclusa la sistemazione di fascia alta.

Fonti

Ricerca effettuata il 18 settembre 2026.

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