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Info pratiche

Attestazione Ebola voli USA: fine il 18 dicembre 2026

Dal 4 novembre 2026 chi imbarca su un volo verso gli Stati Uniti firma l'attestazione Ebola del CDC. Chi è coinvolto e cosa verificare prima della partenza.

14 min di lettura
Passeport et carte d'embarquement posés sur un comptoir d'enregistrement
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Dal 4 novembre 2026, chi imbarca su un volo verso gli Stati Uniti firma un’attestazione del CDC che dichiara di non essere stato in RDC nei 21 giorni precedenti. Vale fino al 18 dicembre 2026, alle 23:59 EST al più tardi, salvo revoca o modifica anticipata da parte del CDC.

Verificato il sulle fonti ufficiali citate.

Se il Suo prossimo volo parte verso gli Stati Uniti, preveda un modulo in più prima dell’imbarco. Dal 4 novembre 2026, il Centers for Disease Control and Prevention (CDC) esige un’attestazione di non presenza nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) per chiunque salga a bordo di un aereo diretto nel territorio statunitense, a prescindere dalla nazionalità. Questa pagina spiega chi firma, da quando, come, cosa può bloccare l’imbarco e ciò che i testi non chiariscono ancora.

Chi deve firmare l’attestazione

Passaporto e carta d'imbarco appoggiati su un banco di check-in
Foto di Global Residence Index su Unsplash

Chiunque prende un aereo verso gli Stati Uniti

Voli verso gli Stati Uniti Qualsiasi nazionalità Bambini compresi Fino al 18 dicembre 2026

La versione modificata dell’ordine, firmata il 28 ottobre 2026, sostituisce la parola « passenger » con « person »: l’obbligo non riguarda più soltanto i passeggeri, ma chiunque imbarchi. Il testo non fa alcuna distinzione in base alla nazionalità. Un cittadino statunitense, un residente permanente titolare della green card o un viaggiatore italiano che non è mai stato in Africa deve firmare, purché il suo volo sia diretto negli Stati Uniti.

  • I passeggeri di ogni volo internazionale diretto negli Stati Uniti, compresi quelli in partenza da Roma, Milano, Bologna o Napoli.
  • I membri dell’equipaggio, anche in posizionamento non operativo (« deadhead »), secondo l’avviso federale 2026-22211.
  • I voli di aviazione d’affari, di aviazione generale e privata, i voli cargo e i voli di pre-sdoganamento: il testo dell’ordine e dell’avviso li riguarda altresì.
  • I bambini, ciascuno con la propria attestazione, firmata da un genitore, un tutore o un rappresentante autorizzato.
  • Le coincidenze: un volo da Roma verso Messico con scalo a New York è coinvolto, perché la regola copre i voli che transitano per gli Stati Uniti « en route to another country ».
Consiglio Pixidia: la casella la spunta Lei stesso. Il modulo consente di attestare per un’altra persona, ma il personale della compagnia può solo aiutare nella compilazione: non firma al posto Suo.

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Ciò che può impedirle di imbarcarsi

Viaggiatori in un ampio atrio d'aeroporto, con i bagagli a mano
Foto di Daniel su Unsplash

Il conteggio dei 21 giorni

La regola non dipende dalla nazionalità, ma dalla presenza in RDC. Il giorno in cui lascia il Paese è il giorno 0. Il primo giorno intero trascorso fuori dalla RDC è il giorno 1, e l’imbarco verso gli Stati Uniti è consentito solo a partire dal giorno 22. Lasciare il Paese non basta, quindi: occorre far trascorrere questi 22 giorni prima di poter salire su un aereo diretto negli Stati Uniti.

La tabella seguente applica questo conteggio a tre date di partenza dalla RDC.

Primo imbarco possibile verso gli Stati Uniti in base al giorno di partenza dalla RDC (giorno 0), calcolo sul conteggio dell’ordine, rilevato il 7 novembre 2026
Giorno di partenza dalla RDC (giorno 0)Primo imbarco possibile (giorno 22)Lettura
1 novembre 202623 novembre 2026La partenza dalla RDC non basta: bisogna attendere il giorno 22.
15 novembre 20267 dicembre 2026Un viaggio previsto a dicembre può restare possibile, ma solo dopo questa data.
20 novembre 202612 dicembre 2026Questa data cade a sei giorni dalla fine dell’ordine, salvo revoca anticipata.

Fonte: CDC, ordine firmato del CDC (definizione del conteggio dei 21 giorni), rilevato il 7 novembre 2026. Le date di imbarco sono calcolate a partire da questo conteggio.

Cosa conta come presenza in RDC

  • Un soggiorno, un passaggio o un tragitto in aereo in RDC. Conta ogni presenza fisica, incluso un passaggio per via aerea, terrestre o marittima.
  • Uno scalo in un aeroporto congolese. Conta anche se resta a bordo e non scende dall’aereo, secondo l’allegato A del modulo CDC 367886-A.
  • Un sorvolo senza atterraggio. Non conta come presenza, secondo lo stesso modulo.

Per i viaggi via terra o via mare l’ordine non si applica: riguarda solo il trasporto aereo verso gli Stati Uniti.

Quando la regola si applica, e fino a quando

Entrata in vigore e fine dell’obbligo contano entrambe per un viaggio già prenotato. La tabella riporta le date ufficiali rilevate il 7 novembre 2026.

Calendario dell’attestazione Ebola per i voli verso gli Stati Uniti (rilevato il 7 novembre 2026)
Data e oraCosa succedeFonte
22 ottobre 2026Firma dell’ordine inizialeAvviso federale 2026-21828
28 ottobre 2026Ordine modificato firmato: « passenger » diventa « person », equipaggi inclusiAvviso federale 2026-22211
30 ottobre 2026Pubblicazione dell’avviso modificato nel Federal RegisterFederal Register
3 novembre 2026, 23:59 ESTEntrata in vigore per i voli che decollano da questo momentoOrdine firmato; avviso 2026-22211
4 novembre 2026, ore 5:59 (ora di Roma)Equivalente orario in Italia (calcolo)Calcolo a partire dall’ora EST
18 dicembre 2026, 23:59 ESTFine dell’ordine, salvo revoca o modifica anticipataAvviso 2026-22211 (sintesi); ordine (data)

Fonti: CDC, ordine firmato e Federal Register, avviso 2026-22211, rilevati il 7 novembre 2026. La conversione in ora italiana è un calcolo: gli Stati Uniti erano tornati all’ora solare il 1 novembre.

L’ora di fine, 23:59 EST del 18 dicembre, figura nella sintesi dell’avviso federale. Il testo firmato dell’ordine riporta solo la data. L’ordine prevede che resti in vigore fino alla sua revoca o modifica, oppure fino al 18 dicembre 2026, a seconda della prima di queste scadenze. Nessuna proroga né modifica era annunciata al 7 novembre 2026.

Come firmare, e in quale lingua

Il documento da firmare è il modulo CDC 367886-A, intitolato « Traveler Disclosure and Attestation ». Si compila su carta o in digitale, anche con firma elettronica. Il viaggiatore spunta una sola casella: attesta per sé, oppure a nome di una persona di cui è il rappresentante autorizzato.

Il modulo ricorda che la falsa dichiarazione espone a procedimenti penali (18 U.S.C. 1001): il firmatario attesta di aver risposto in modo veritiero, « responded truthfully ». Non firmi quindi per un’altra persona senza conoscerne le risposte.

Versioni del modulo CDC 367886-A pubblicate su cdc.gov (rilevato il 7 novembre 2026)
LinguaDocumento CDCData di pubblicazione indicataStato
Inglese367886-A, modulo di riferimentoOttobre 2026Testo giuridico di riferimento
Francese367886-A FR-AFNovembre 2026Elencato dalla pagina CDC, file non aperto; fa fede l’inglese
Spagnolo367886-BNovembre 2026Elencato dalla pagina CDC, file non aperto; fa fede l’inglese

Fonte: CDC, pagina attestation-order, consultata il 7 novembre 2026. Le versioni francese e spagnola sono elencate dalla pagina CDC; i loro file non sono stati aperti. In caso di dubbio, si attenga all’inglese.

La scelta del canale spetta alla compagnia. Può proporre il modulo durante il check-in online, nella sua app o al banco. Diverse guide consigliano di conservare una copia cartacea: è una precauzione ragionevole, non un obbligo del testo.

Cosa fare, in ordine

Per un viaggio previsto nelle prossime settimane bastano quattro passaggi. Vanno fatti prima della data di volo, non la mattina stessa al banco.

  1. Verifichi il Suo itinerario. Il volo atterra negli Stati Uniti, anche per una coincidenza verso un Paese terzo? In tal caso l’attestazione La riguarda.
  2. Calcoli la Sua presenza in RDC. Se ha soggiornato o transitato in RDC negli ultimi 21 giorni, consulti la tabella del conteggio e verifichi il primo giorno di imbarco possibile.
  3. Prepari il modulo. Consulti la pagina della compagnia 24-48 ore prima della partenza per sapere se lo offre online. In caso contrario, si presenti al banco con la versione del modulo che ha letto.
  4. Conservi una copia. Una copia cartacea o un PDF salvato sul telefono Le eviterà di cercare il documento in aeroporto.

Il modulo si aggiunge ai documenti d’ingresso abituali. Se il biglietto prevede una coincidenza, verifichi i dettagli dell’itinerario: è la coincidenza, non solo la destinazione finale, a far scattare l’attestazione.

In base al Suo profilo

  • Famiglia. Un genitore, un tutore o un rappresentante autorizzato può firmare per un minore, secondo Africanews (4 novembre 2026). Un estratto di Milesopedia indica inoltre che una dichiarazione unica per tutta la famiglia non basta.
  • Viaggiatore d’affari o membro d’equipaggio. L’avviso modificato copre gli equipaggi, anche in posizionamento. Secondo la stampa, le richieste di esenzione delle compagnie aeree per gli equipaggi non sono state accolte nell’ordine firmato il 28 ottobre 2026.
  • Viaggio con scalo americano. La regola vale per la coincidenza anche se non lascia l’aeroporto di transito. Verifichi i dettagli del biglietto, non solo la destinazione finale.
  • Viaggiatore che arriva da Uganda o Sudan del Sud. L’attestazione riguarda solo la RDC. Ma un’altra misura, il divieto di ingresso, può riguardarLa: ne tratta una sezione più avanti.

Rifiuto d’imbarco: cosa dicono i testi

Aereo di linea parcheggiato sul piazzale di un aeroporto, sotto un cielo nuvoloso
Foto di Elliott Stambler su Unsplash

Una compagnia può negarle l’imbarco

L’ordine chiede alle compagnie di vietare l’imbarco a chiunque non abbia un’attestazione firmata. Il rifiuto dipende quindi dalla compagnia.

Nessun testo letto prevede, invece, rimborsi né indennizzi specifici per un rifiuto legato all’attestazione. Le regole generali del Dipartimento dei Trasporti statunitense (DOT) sul rimborso in caso di cancellazione esistono, ma nessun testo consultato conferma che coprano questo caso preciso.

Cosa riporta la stampa: secondo alcuni media statunitensi, un avviso del DOT datato 28 ottobre 2026 indicherebbe che le compagnie non sarebbero sanzionate se rifiutano l’imbarco di un passeggero proveniente da una zona colpita, anche con un certificato medico valido. Non abbiamo trovato questo testo nel Federal Register né abbiamo potuto consultarlo. Lo tratti come un segnale non verificato, non come una regola.

Se Le viene rifiutato l’imbarco, chieda per iscritto alla compagnia il motivo del rifiuto e le opzioni di riprotezione o rimborso. Conservi traccia di questi scambi.

Non confondere con il divieto di ingresso

Un secondo testo del CDC, distinto dall’attestazione, impedisce l’ingresso negli Stati Uniti a certe persone presenti di recente in RDC, in Uganda o in Sudan del Sud: per la RDC, anche cittadini statunitensi; per Uganda e Sudan del Sud, non cittadini, titolari di green card compresi. I due provvedimenti si sovrappongono sulla RDC, ma hanno oggetti diversi.

Attestazione e divieto di ingresso: due regimi da non confondere (rilevato il 7 novembre 2026)
MisuraChi è coinvoltoCosa cambia per LeiFonte
Attestazione di non presenza (ordine modificato del 28 ottobre 2026)Chiunque imbarchi su un volo diretto negli Stati UnitiDa firmare prima dell’imbarco, a prescindere dalla nazionalitàCDC, ordine firmato
Divieto di ingresso (ordine distinto, rinnovato per periodi di 30 giorni secondo sintesi secondarie)Presenti nei 21 giorni precedenti l’arrivo: in RDC, anche cittadini statunitensi; in Uganda e Sudan del Sud, non cittadini, titolari di green card compresiNon riguarda un viaggiatore che non ha soggiornato in nessuno di questi PaesiCDC, pagina « returning travelers » (aggiornata il 30 ottobre 2026)

Fonte: CDC, pagina returning travelers, consultata il 7 novembre 2026. La durata dei rinnovi proviene da sintesi secondarie, non verificate nel testo ufficiale.

Per la RDC, la pagina ufficiale precisa che i cittadini e i nazionali statunitensi presenti nel Paese nei 21 giorni non possono imbarcarsi verso gli Stati Uniti. Per Uganda e Sudan del Sud sono coinvolti i non cittadini statunitensi, compresi i titolari di green card. I cittadini statunitensi che arrivano da questi due Paesi devono passare da aeroporti designati, come Dulles, Atlanta o JFK, per un controllo sanitario. Una sintesi secondaria afferma invece che i cittadini statunitensi sono esentati: prevale la pagina ufficiale.

Sintesi secondarie (EIG, Fragomen) indicano un rinnovo di questo divieto fino al 10 novembre 2026, dopo un ultimo rinnovo l’11 ottobre. Il punto non è verificato in un testo primario. Un viaggio previsto a metà novembre cade quindi su una scadenza distinta da quella dell’attestazione.

Cosa resta incerto al 7 novembre 2026

  • Una revoca o una proroga. Nulla era annunciato al 7 novembre 2026. Il testo prevede una revisione in base all’evoluzione dell’epidemia.
  • Il punto di partenza dei 42 giorni di conservazione. I documenti del CDC non coincidono: ordine e avviso contano dalla partenza, le istruzioni tecniche dall’arrivo.
  • Il testo dell’avviso del DOT riportato dalla stampa. Non abbiamo trovato questo testo nel Federal Register né abbiamo potuto consultarlo. Ne parla solo la stampa: segnale non verificato.
  • La prassi delle compagnie. Una nota sindacale riportata dalla stampa descrive, presso una compagnia statunitense, una dichiarazione verbale al comandante per l’equipaggio. Il CDC non l’ha confermata.
  • La protezione dei dati. Un commento giuridico ritiene che i 42 giorni di conservazione entrino in conflitto con il GDPR. È un parere isolato, senza posizione di autorità.

Quello che le altre guide non dicono

Quattro punti, ricavati dai testi del CDC e del Federal Register, mancano o sono inesatti nelle guide che abbiamo potuto consultare, alcune solo in estratto.

  • Il modulo esiste anche in francese, secondo l’elenco del CDC. La pagina del CDC cita una versione FR-AF pubblicata a novembre 2026, accanto a quella inglese e spagnola; non abbiamo aperto il file. Un estratto di Milesopedia sostiene il contrario. Il testo giuridico di riferimento resta l’inglese, secondo la pagina attestation-order del CDC (consultata il 7 novembre 2026).
  • Gli equipaggi sono coinvolti, anche in posizionamento. L’avviso modificato sostituisce « passenger » con « person » perché anche i membri d’equipaggio siano coperti, compreso il « deadhead », secondo il Federal Register, avviso 2026-22211 (consultato il 7 novembre 2026).
  • È Lei a spuntare la casella. Il personale della compagnia può aiutare nella compilazione, ma non firma al posto del viaggiatore. Il rappresentante autorizzato spunta una casella distinta, secondo il modulo CDC 367886-A (consultato il 7 novembre 2026).
  • Il punto di partenza dei 42 giorni è contestato dal CDC stesso. L’ordine conta i 42 giorni dalla partenza del volo, le istruzioni tecniche dall’arrivo. Consideri la durata minima, « almeno 42 giorni », secondo la pagina attestation-order del CDC (consultata il 7 novembre 2026).

Ciò che l’attestazione non cambia

ESTA o visto

L’attestazione si aggiunge ai documenti d’ingresso, non li sostituisce. Il testo dell’ordine non parla dell’ESTA; le guide consultate concordano su questo punto.

Nessun test medico

Né l’ordine né il modulo prevedono visite né test di screening.

Nessun costo specifico

Il testo letto non prevede alcun costo legato all’attestazione. Restano da mettere in conto le spese di viaggio abituali.

Dati conservati

La compagnia conserva una copia dell’attestazione per almeno 42 giorni e la trasmette al governo statunitense su richiesta.

Domande frequenti

Devo firmare l’attestazione se parto da Roma senza essere stato in Africa?

Sì. L’obbligo riguarda chiunque imbarchi su un volo diretto negli Stati Uniti, a prescindere dalla nazionalità e dal percorso. L’ordine non prevede eccezioni per chi non ha soggiornato in Africa. Non riguarda invece un volo che non atterra negli Stati Uniti, secondo l’ordine firmato del CDC.

Fino a quando l’attestazione è obbligatoria?

Fino al 18 dicembre 2026 alle 23:59, ora dell’Est, al più tardi, secondo la sintesi dell’avviso federale 2026-22211. Può finire prima, per revoca o modifica del CDC, in base all’evoluzione dell’epidemia. Nessuna proroga né revoca era annunciata al 7 novembre 2026, data della nostra verifica.

E se sono stato in RDC 15 giorni fa?

Non può imbarcarsi verso gli Stati Uniti prima del giorno 22, conteggiato dal giorno di partenza dalla RDC. A quindici giorni da quella partenza, l’imbarco resta quindi bloccato per altri sette giorni. Anche uno scalo rimasto a bordo in un aeroporto congolese conta come presenza, secondo l’allegato A del modulo CDC 367886-A.

Se il mio volo passa da New York per andare in Messico, devo firmare?

Sì. L’avviso federale 2026-22211 riguarda espressamente chi transita per gli Stati Uniti in viaggio verso un altro Paese. Se il biglietto prevede una coincidenza a New York, l’attestazione si applica a quel volo, anche se la destinazione finale è il Messico.

Il mio volo Roma-Montréal è coinvolto?

No, se l’aereo non atterra negli Stati Uniti. I sorvoli senza atterraggio sono esclusi dall’avviso federale 2026-22211. Se però lo stesso biglietto prevede una coincidenza in un aeroporto statunitense, la regola si applica a quel tratto.

Posso firmare per mio figlio?

Sì. Un genitore, un tutore o un rappresentante autorizzato può firmare per un minore, secondo Africanews (4 novembre 2026). Un estratto di Milesopedia indica che ogni persona deve avere la propria attestazione; il modulo prevede d’altronde un’opzione « on behalf of » (Attachment A).

Il modulo esiste in francese?

Sì, secondo l’elenco del CDC: la pagina attestation-order, consultata il 7 novembre 2026, cita una versione FR-AF pubblicata a novembre 2026, accanto a quella inglese e spagnola. Non abbiamo aperto il file. Il testo giuridico di riferimento resta l’inglese: in caso di dubbio, è quello che fa fede.

L’attestazione sostituisce l’ESTA?

No. Si aggiunge ai documenti d’ingresso, ESTA o visto. Il testo dell’ordine non tratta l’ESTA: il punto si basa sulle guide consultate, che concordano. Verifichi la Sua autorizzazione d’ingresso prima della partenza, come per qualsiasi volo verso gli Stati Uniti.

La compagnia può negarmi l’imbarco?

Sì, se l’attestazione non è firmata: l’ordine chiede alle compagnie di vietare l’imbarco in questo caso. Nessun testo letto prevede un indennizzo specifico per questo rifiuto. Chieda alla compagnia un motivo scritto e le opzioni di riprotezione.

C’è un test o dei costi da prevedere?

No. Né l’ordine né il modulo prevedono visite, test di screening né costi specifici per l’attestazione. Il modulo è un documento da firmare, non una procedura medica. Restano invariati i costi abituali del biglietto e delle formalità di viaggio.

I miei dati vengono conservati?

La compagnia conserva una copia dell’attestazione per almeno 42 giorni, secondo il CDC. Il punto di partenza di questo termine è contestato tra l’ordine, che conta dalla partenza, e le istruzioni tecniche, che contano dall’arrivo. Consideri quindi la durata minima.

Fonti

Fonti consultate il 7 novembre 2026. Milesopedia è stato letto solo in estratto. I punti segnalati « secondo la stampa » non si basano su un testo ufficiale letto.

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