La partenza della Route du Rhum 2026 è prevista per domenica 1° novembre alle 13:02 al largo di Saint-Malo, ma il vero cuore dell’esperienza si vive nei giorni precedenti. Il villaggio di partenza apre gratuitamente dal 20 ottobre al 1° novembre su 70.000 m², senza biglietto né prenotazione, con i 118 velieri ormeggiati a pochi metri dalle banchine. Anche i punti panoramici a terra del giorno della partenza (bastioni, Pointe de la Varde, Corniche d’Aleth) sono gratuiti. Nel 2022 una perturbazione aveva rinviato la partenza di tre giorni: meglio prevedere un po’ di flessibilità nel proprio soggiorno. Per evitare la folla, visita il villaggio in un giorno feriale, la mattina presto.
Non sei né uno skipper né un velista, e va benissimo così. La Route du Rhum – Destination Guadeloupe si vive a Saint-Malo ben prima del colpo di cannone della partenza: tredici giorni di villaggio popolare e gratuito, dove si incrociano i 118 concorrenti tra un passaggio di chiusa e l’altro, prima che la città esploda, il 1° novembre, nell’effervescenza di uno dei più grandi raduni sportivi francesi. Ecco come organizzare la visita, dove posizionarti e cosa sapere prima di prenotare qualsiasi cosa.
1. Il villaggio di partenza: la vera esperienza Route du Rhum

70.000 m² di festa gratuita, dal 20 ottobre al 1° novembre
Il villaggio apre le porte martedì 20 ottobre 2026 alle 12:00 e chiude il giorno della partenza, domenica 1° novembre. Su 70.000 m² distribuiti intorno ai bacini portuali, 150 espositori e soprattutto i 118 velieri della flotta sono ormeggiati ai pontili, a pochi metri dal pubblico. L’accesso è libero e gratuito, senza biglietto né prenotazione, contrariamente a quanto lasciano intendere alcune vecchie pagine web: secondo il sito ufficiale della corsa, non è richiesta alcuna biglietteria per entrare nel sito.
Il sito apre alle 10:00, gli espositori restano attivi fino alle 20:00-22:00 a seconda dei giorni, e i festeggiamenti si prolungano talvolta fino all’una di notte. Novità 2026: il «Rhum Park», vicino all’ingresso Louis Martin, propone una ruota panoramica che domina i bacini e una tirolese di 85 metri battezzata «la Charalienne». Una nave-museo galleggiante Art Explora e un padiglione immersivo dedicato alla Guadalupa completano il programma, insieme alle presentazioni quotidiane degli skipper (17:30-18:30). I passaggi di chiusa, a orari fissi, radunano fino a 2.000 spettatori in aree dedicate.
Punti forti
- Accesso libero alle banchine, a pochi metri dai foil e dai pozzetti dei 118 velieri
- Rhum Park: ruota panoramica, tirolese «la Charalienne», nave-museo Art Explora
- Presentazioni quotidiane degli skipper e presentazione ufficiale della flotta il 25 ottobre
2. Una corsa nata da un vulcano e da una scommessa pubblicitaria
La Route du Rhum non deve nulla al caso bretone: è nata in Guadalupa. Nel 1976, l’eruzione della Soufrière costringe all’evacuazione di Basse-Terre e danneggia l’immagine dell’isola. Il sindacato dei produttori di rum guadalupesi cerca allora di far parlare in altro modo del proprio know-how, e incontra il pubblicitario Michel Etevenon, che sogna una traversata transatlantica in solitaria senza limiti di dimensione per le barche, all’opposto della Transat inglese. Da questa alleanza nasce, il 5 novembre 1978, la prima partenza della Route du Rhum. La vittoria del canadese Mike Birch, su Olympus Photo, con appena 98 secondi di vantaggio su Michel Malinovsky, resta uno degli arrivi più combattuti della storia della vela oceanica, secondo Bateaux.com.
Questa prima edizione porta con sé anche un dramma fondativo: il navigatore Alain Colas scompare in mare il 16 novembre 1978, sorpreso da una tempesta al largo delle Azzorre. Il suo ultimo messaggio radio, agghiacciante, evoca «montagne d’acqua» intorno a lui. Né lui né la sua barca sono mai stati ritrovati. Otto anni dopo, nel 1986, Loïc Caradec scompare a sua volta quando il suo maxi-catamarano si capovolge nella tempesta. Questa gravità, oggi un po’ offuscata dal glamour del villaggio e degli sponsor, fa parte integrante della storia della corsa.
Due donne hanno segnato la storia della gara: Florence Arthaud, vincitrice nel 1990 nonostante un’ernia del disco e una radio guasta, prima donna a vincere una transat in solitaria; ed Ellen MacArthur, vincitrice nel 2002 in categoria monoscafo a soli 24 anni. Per collocare la Route du Rhum tra le grandi corse d’altura: il Vendée Globe si corre senza scalo né assistenza e solo in monoscafo, la Transat Jacques Vabre si naviga in doppio, mentre la Route du Rhum resta l’unica aperta a tutte le taglie di barca, ogni quattro anni, in solitaria.
3. L’edizione 2026 in numeri: una flotta più snella, un record di skipper donne
Presentata alla stampa il 22 settembre 2026, questa 13ª edizione riunisce 118 skipper di 12 nazionalità, tra cui 11 donne: un record nella storia della corsa, secondo Figaro Nautisme. La flotta si suddivide in sei classi: 8 Ultim, 11 Ocean Fifty, 23 IMOCA (di cui 15 con foil), e soprattutto 49 Class40, un record assoluto di partecipazione che testimonia la democratizzazione della vela d’altura. Due nuove categorie, Vintage Multi e Vintage Mono (14 barche ciascuna), sostituiscono la vecchia classe Rhum e fanno rivivere i trimarani leggendari degli anni ’90-2000, alcuni rimessi in servizio dopo un decennio all’asciutto.
Tra i favoriti, Charles Caudrelier (vincitore nel 2022 e detentore del record assoluto in 6 giorni 19h47) parte in testa ai pronostici in Ultim, davanti ad Armel Le Cléac’h e Thomas Coville. In IMOCA, occhi puntati su Sam Goodchild, Jérémie Beyou e l’italiano Ambrogio Beccaria. Un arrivo dell’ultimo minuto ha caratterizzato la presentazione della flotta: Guirec Soudée, appena incoronato per un record mondiale di giro del mondo in controcorrente, si è iscritto in Ultim il 17 settembre, appena sei settimane prima della partenza. Nove skipper d’oltremare saranno al via, di cui sette guadalupesi.
Novità regolamentare significativa per il 2026: i concorrenti non possono più far trasportare la barca via cargo fino a Saint-Malo. Devono trasferirla da soli, una misura che risponde direttamente alle critiche sull’impronta di carbonio della disciplina (vedi più avanti).
Se questo evento ti fa venire voglia di un soggiorno più lungo in Francia, altre idee di viaggio si costruiscono facilmente a partire da un punto come Saint-Malo.
4. Dove vedere la partenza, domenica 1° novembre

8 punti panoramici, tutti gratuiti da terra
La linea di partenza vera e propria si trova al largo della Pointe du Grouin, a Cancale: da terra, nessuno la vede da molto vicino. Secondo Allovoyages, si distinguono nettamente otto punti panoramici. La Pointe du Grouin resta il più vicino alla vera zona di partenza, ma i parcheggi saturano già dalle prime ore. Il Cap Fréhel, primo passaggio obbligato della flotta, offre uno spettacolo giudicato impressionante per i multiscafi, con un accesso regolato da navette che limita l’affluenza.
In città, i bastioni del centro storico portano l’atmosfera popolare della festa ma non la vista diretta sulla linea. Il Môle des Noires colloca le barche a poche decine di metri, sull’asse di uscita del porto, ma il sito è stretto e molto esposto al vento: da evitare con bambini piccoli in caso di maltempo. La Pointe de la Varde e la Corniche d’Aleth (Saint-Servan) offrono il miglior compromesso tra panorama e affluenza moderata. Infine, la riva sinistra, lato Dinard e Saint-Lunaire, raggiungibile in dieci minuti di bus di mare, disperde la folla mantenendo una buona vista sulle prime barche.
Punti forti
- Tutti i punti panoramici da terra sono gratuiti e accessibili senza prenotazione
- La Pointe de la Varde e la Corniche d’Aleth offrono il miglior equilibrio vista/affluenza
- Una gita in mare (da 190 a 270 € a persona) resta l’unico modo per seguire la flotta da vicino
5. Come arrivare, dove alloggiare e come muoversi durante l’evento
In treno, considera circa 3 ore da Parigi (TGV per Rennes, poi 50 minuti per Saint-Malo, senza collegamento diretto) e prenota per tempo: i treni del weekend della partenza si riempiono ben prima della fine di ottobre. In auto, Saint-Malo è a circa 1 ora da Rennes e 4h30 da Parigi senza traffico; meglio evitare il centro città e parcheggiare al parcheggio relais Paul Féval (3,30 €/giorno, navetta gratuita inclusa). Per l’aereo, l’aeroporto di Dinard, a 15 km, accoglie voli Ryanair da Londra-Stansted a partire da 56 €, un’opzione comoda per i visitatori britannici; quello di Rennes resta il miglior compromesso per la maggior parte dei viaggiatori — da un aeroporto italiano il collegamento più pratico passa in genere da Parigi o da Londra con scalo verso Dinard o Rennes.
Dal 20 ottobre al 1° novembre, la circolazione nel centro storico e sul Sillon è regolata da lasciapassare, riservato a residenti e commercianti. Due navette gratuite, ogni 15 minuti, collegano il villaggio dai parcheggi relais. La rete di autobus MAT rafforza il servizio per tutto il periodo, e l’accessibilità per persone con disabilità è gestita dall’ufficio del turismo, certificato «Tourisme & Handicap», con oltre 180 posti riservati in città.
Prenota l’alloggio con diversi mesi di anticipo: la pressione è fortissima nel weekend della partenza (31 ottobre-1° novembre), quando hotel e affitti risultano completi molto presto. Dinard, Saint-Lunaire, Saint-Briac-sur-Mer o Dinan, a 30 km, offrono un miglior rapporto qualità-prezzo con un accesso facile in bus o in barca. I bed & breakfast sfuggono talvolta alle prenotazioni di gruppo che saturano l’hôtellerie classica.
Infine, l’autunno bretone non è una stagione mite: novembre è il mese più piovoso a Saint-Malo, con temperature tra 6 e 12 °C e un’umidità elevata. Prevedi strati termici che mantengono le proprietà anche bagnati, una giacca impermeabile e antivento degna di questo nome, in particolare per i punti panoramici esposti come la Pointe du Grouin o il Môle des Noires.
6. Saint-Malo fuori dall’evento: bastioni, maree e negozi di rum

La città dei corsari merita uno o due giorni in più oltre al villaggio
I bastioni di Saint-Malo, ricostruiti fedelmente dopo le distruzioni del 1944, si percorrono in circa un’ora e offrono una vista d’insieme sulla città storica e sulla sua baia. Saint-Malo ha una delle maggiori escursioni di marea d’Europa: con la bassa marea, ampie distese di sabbia emergono, e la piscina di acqua di mare di Bon-Secours si riempie naturalmente due volte al giorno. Il Fort National, invece, si visita solo con la bassa marea e soprattutto in stagione estiva: a inizio novembre, meglio verificare l’apertura sul posto piuttosto che contarci.
Per una città bretone, Saint-Malo coltiva una vera cultura del rum, coerente con il nome della corsa: l’Officine à Rhum allinea 250 referenze di cui 150 rum, MaloRhum propone rum aromatizzati artigianali, e Les Armateurs de Rhum fanno invecchiare le loro bottiglie in mare secondo un’antica tradizione marinara. Un modo per prolungare il richiamo della Route du Rhum con una degustazione, lontano dalla folla del villaggio.
Punti forti
- Cancale e il suo mercato delle ostriche quotidiano, a 25 km sulla strada per la Pointe du Grouin
- Cap Fréhel, scogliere di oltre 70 m e riserva ornitologica, a 40 km
- Escursioni combinate verso il Mont-Saint-Michel, a circa un’ora di auto
Per organizzare questa parte del soggiorno oltre al villaggio, tutta la Bretagna si lascia esplorare in itinerario, dal litorale malouino fino alle penisole del Finistère.
7. Una festa popolare che interroga anche il proprio bilancio di carbonio
La corsa in sé non inquina: avanza a vela, senza motore. Ma l’ecosistema che genera ha un costo documentato. Nell’edizione 2018, l’evento ha generato circa 145.000 tonnellate equivalenti di CO2, di cui tre quarti legate alla logistica e agli spostamenti del pubblico, secondo una stima ripresa da E6 Consulting. Anche la costruzione delle barche pesa sempre di più: un Class40 genera da solo circa 25 tonnellate equivalenti di CO2, di cui il 90% legato alla produzione dei materiali compositi.
Nel 2022, un collettivo di 88 personalità della vela, tra cui Francis Joyon, François Gabart e Isabelle Autissier, aveva pubblicato un appello riassunto da una formula diretta: «pratichiamo uno sport magnifico ma irragionevolmente inquinante». Per il 2026, l’organizzazione risponde con diverse misure concrete: il villaggio è ormai alimentato al 100% dalla rete elettrica pubblica, il che pone fine ai generatori fossili, e il trasporto delle barche via cargo è vietato, ogni skipper deve trasferire la propria barca con mezzi propri.
Un dato da tenere a mente se vieni: il 64,4% delle emissioni dell’evento proviene dagli spostamenti del pubblico stesso, non dalle barche. Privilegiare il treno o il car pooling piuttosto che l’auto individuale non è quindi un gesto simbolico, è la leva più diretta per alleggerire il bilancio della tua visita.
Informazioni pratiche per il tuo soggiorno
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Preventivo online gratuitoDomande frequenti
Serve un biglietto per vedere la partenza della Route du Rhum 2026?
No. L’accesso al villaggio di partenza (20 ottobre-1° novembre) e a tutti i punti panoramici da terra della partenza (bastioni, molo, punte) è libero e gratuito, senza biglietto né prenotazione. Solo le uscite in mare su barca spettatore sono a pagamento, tra 190 e 270 € a persona. Fonte ufficiale.
Qual è il giorno migliore per visitare il villaggio senza folla?
Un giorno feriale, la mattina presto tra le 7:30 e le 8:00, idealmente fin dall’apertura del 20 ottobre, prima che arrivino la flotta al completo e il grande pubblico. Il primo weekend e soprattutto il 31 ottobre-1° novembre sono i periodi più affollati.
Dove vedere la partenza il 1° novembre 2026?
La Pointe de la Varde e la Corniche d’Aleth offrono il miglior compromesso tra affluenza moderata e vista libera. I bastioni del centro storico portano l’atmosfera della festa, ma la linea di partenza vera e propria, al largo della Pointe du Grouin, non è visibile da vicino. Una gita in mare a pagamento resta l’opzione più immersiva.
La partenza può essere rinviata per il maltempo?
Sì, è già successo: nel 2022 la partenza era stata rinviata di tre giorni a causa di una perturbazione molto violenta annunciata sulla Manica. Il 1° novembre 2026 alle 13:02 è la data ufficialmente annunciata, ma meglio prevedere un po’ di flessibilità se tieni assolutamente a vedere la partenza reale.
Quanto dura la traversata per i concorrenti?
Il record assoluto è di 6 giorni 19h47, detenuto da Charles Caudrelier nel 2022 su un Ultim. Gli IMOCA impiegano generalmente da 7 a 12 giorni. Il villaggio d’arrivo di Pointe-à-Pitre apre il 6 novembre 2026, con i primi Ultim attesi tra il 7 e il 9 novembre.
Come alloggiare a Saint-Malo durante l’evento senza spendere una fortuna?
Prenota con diversi mesi di anticipo, in particolare per il weekend del 31 ottobre-1° novembre. Dinard, Saint-Lunaire, Saint-Briac-sur-Mer o Dinan, a 30 km, offrono un miglior rapporto qualità-prezzo, con un accesso facile in bus o in barca verso il villaggio.
Si può venire in famiglia con bambini piccoli?
Sì, il villaggio è pensato per le famiglie, con la ruota panoramica e la tirolese del Rhum Park, animazioni quotidiane e lo spettacolo delle barche viste da vicino. Prevedi abiti caldi e impermeabili, ed evita il Môle des Noires con bambini piccoli in caso di maltempo: il sito è stretto e molto esposto al vento.
Fonti
- Routedurhum.com — Come arrivare al villaggio — accesso, date e orari ufficiali
- Città di Saint-Malo — date ufficiali della partenza 2026
- IMOCA Class — conferma della data di partenza
- Allovoyages — Dove vedere la partenza — gli 8 punti panoramici
- Bateaux.com — Elenco dei 118 skipper
- Figaro Nautisme — record di skipper donne 2026
- Bateaux.com — Come è nata la Route du Rhum
- France 24 — rinvio della partenza nel 2022 per motivi meteo
- E6 Consulting — impatto ambientale della corsa
- Allovoyages — Come arrivare a Saint-Malo — trasporti e parcheggi

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